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	<title>Studio glueglue</title>
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	<description>comunicazione integrata per start up e PMI</description>
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		<title>Numericamente parlando</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonia Mealli // Project manager @ glueglue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[fuggevoli riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[direct e mail marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[All’uscita dalla stupenda mostra TDM5 sulla grafica italiana in corso in Triennale a Milano, attardandomi felice tra i tavoli del bookshop, indecisa di fronte a tutto quello che potrei, vorrei, dovrei leggere mi cattura – tra le troppe – la copertina del libro di Mario Livio La sezione aurea. Storia di un numero e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2012/05/Youtube-Hans-Rosling.jpg" alt="" /><br />
All’uscita dalla stupenda mostra <a title="Triennale-Milano TDM5 sulla grafica italiana " href="http://www.triennale.it/it/mostre/incorso/989-v-triennale-design-museum-tdm5-grafica-italiana">TDM5 sulla grafica italiana</a> in corso in Triennale a Milano, attardandomi felice tra i tavoli del bookshop, indecisa di fronte a tutto quello che potrei, vorrei, dovrei leggere mi cattura – tra le troppe – la copertina del libro di Mario Livio <em>La sezione aurea. Storia di un numero e di un mistero che dura da tremila anni</em> pubblicato da Rizzoli nel 2002.</p>
<p>La presentazione dichiara che probabilmente è “la più ampia raccolta di curiosità e di cultura matematica sulla sezione aurea mai diffusa in Italia”, ma non è questo a catturarmi. Sfogliandolo, non mi ricordo più dove, leggo questa frase: “W. Thomson, fisico britannico dell’Ottocento, scrisse: - quando non possiamo esprimerla coi numeri, la nostra conoscenza è povera e insoddisfacente.”</p>
<p>E non posso più resistere. Lo posso, lo voglio, lo devo leggere. Complice anche la copertina – dopo un trip tra cover firmate Albe Steiner, Bruno Munari &amp; C. &#8211; con il wireframe del cavalluccio marino, esempio applicativo della sezione aurea nell’accrescimento naturale.</p>
<p>I numeri sono così: indispensabili, affascinanti, incomprensibili, pervasivi, onnipresenti, insopportabili. Se provi a chiedere agli studenti delle superiori “chi è l’appassionato della matematica in questa classe?” ti rispondono con una battuta stupefatta: “ma nessuno, prof!, o anzi si… lui, lei!!!” Uno/a su 25 alunni. Lo sa bene Hans Rosling, carismatico comunicatore del <a title="youtube-video no-more-boring-data" href="http://www.youtube.com/watch?v=hVimVzgtD6w">TEDtalksDirector</a>, statistico, medico, accademico. Ora che l’ho scoperto su Youtube a miscelare parole, numeri, giocattoli, animazioni su grafici a dispersione che fanno emozionare profondamente qualsiasi docente di geografia economica, non me ne perdo una.</p>
<p>Non solo i numeri non sono noiosi, come dimostra in un video su Youtube che è stato visto finora da oltre 690.000 persone nel mondo con 2890 likes (e 34 dislikes, mah?) ma sono illuminanti e, sembra strano, vanno interpretati. Conoscerli apre le porte a proposte creative e a soluzioni marketing a cui non si aveva pensato prima.</p>
<p>Lo sanno bene i nostri clienti. Quando vedono i risultati delle loro newsletter.  Il Direct Email Marketing sta dimostrando ancora una volta che una tecnologia matura (<a title="LaRepubblica FedericoRampini brevetti" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/04/10/la-battaglia-dei-brevetti-tra-colossi-america.html">America On Line portò la posta elettronica a decine di milioni di americani negli anni ’90</a>) integrata con le tecnologie più attuali sulle quali è in corso una guerra all’ultimo brevetto tra i maggiori colossi dell’INFORMATION TECHNOLOGY.</p>
<p>Il nuovo Direct Email Marketing, firmato da glueglue si chiama Wappoyuki&#8230; Un nome che c&#8217;entra con l&#8217;America. Con l&#8217;America senza confini, quella dei pascoli di Manitù.<br />
<a title="Direct email marketing" href="http://www.glueglue.com/direct-email-marketing/" target="_blank">Dategli un occhio!</a></p>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/ea685f35a615030c1566d1ad27593e9d?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Antonia Mealli // Project manager @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/antonia/">2 Posts</a>)</span><p>“Sono convinta che dare un senso alle cose che facciamo o che ci circondano richiede una sensibilità inquieta, un atteggiamento capace di mettersi in discussione senza tradire la propria personale visione”. <i>Laureata in Disegno Industriale e in Economia e Commercio, si occupa di ideazione e management di progetti di comunicazione.</i><a href="http://www.linkedin.com/in/antoniamealli"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>
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		<title>Ricordati di santificare le pause</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 08:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[I 10 comandamenti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[digital reputation]]></category>

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		<description><![CDATA[Informazione, non ossesione. Se volete avviare un dialogo bidirezionale con i vostri clienti sappiate concedere delle pause. Il concetto di &#8216;downshifting&#8217; che indica una consapevole autoriduzione del salario in onore di un aumento del tempo libero a disposizione e della conseguente qualità della vita è un interessante spunto da cui partire per capire come in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2012/04/pausa.jpg" alt="" /></p>
<h2>Informazione, non ossesione. Se volete avviare un dialogo bidirezionale con i vostri clienti sappiate concedere delle pause.</h2>
<p>Il concetto di<strong> &#8216;downshifting&#8217;</strong> che indica una consapevole autoriduzione del salario in onore di un aumento del tempo libero a disposizione e della conseguente qualità della vita è un interessante spunto da cui partire per capire come in questo particolare momento economico le persone tendano a valutare <strong>il tempo stesso come indice del valore</strong> della propria esistenza.</p>
<p>Scelte di questo tipo, oltre ad essere un indubbio privilegio per pochi, allarmano riguardo alla percezione di uno stato di saturazione generale della vita.</p>
<h2>Il tempo è oro</h2>
<p>Pensate a quanto tempo dedicate quotidianamente ad aprire <strong>mail insignificanti, ricevere telefonate fastidiose o a rispondere a messaggi</strong> dalla importanza più che trascurabile.Pensate a quanto sarebbe bello poter<strong> convertire quel tempo</strong> in tempo utile per andare al parco o comunque per concedersi del relax in qualsiasi forma.</p>
<blockquote><p>Probabilmente pensare di &#8216;rubare del tempo&#8217; ad una persona sarà presto considerato più oltraggioso di un insulto pubblico.</p></blockquote>
<p><strong>La pausa</strong>, ovvero il relax, è un diritto di ogni persona, e  questo va sempre tenuto a mente. La violazione della stessa potrebbe essere nociva per voi e la vostra azienda a diversi livelli, andando ad intaccare i valori portanti della vostra <strong>reputazione digitale</strong>.</p>
<h2>La digital reputation</h2>
<p><strong></strong>La &#8216;reputazione digitale&#8217; ovvero l&#8217;opinione su una determinata entità dettata da un insieme dei più disparati criteri, oltre ad essere sempre più palpabile viene considerata <strong>un vero e proprio patrimonio,</strong> costituito dalla somma di valori &#8216;intangibili&#8217; di cui la reputazione fa sicuramente parte.</p>
<p>Joachim Klewes and Robert Wreschniok nel loro libro <a title="Reputation capital" href="http://books.google.it/books?id=Ip9MaMC-H-wC&amp;printsec=frontcover&amp;hl=it#v=onepage&amp;q&amp;f=false" rel="nofollow" target="_blank">Reputation Capital</a> esprimono un concetto molto interessante secondo il quale</p>
<p><em>&#8220;Considerare le aspettative funzionali e sociali del pubblico costruendo e sviluppando al contempo un&#8217; unica forte identità crea autorevolezza e credibilità, che contribuiscono a rafforzare la struttura informale aziendale. Questo porterà ad un &#8216;ritorno in termini di cooperazione producendo &#8216;reputation capital&#8217; appunto.&#8221;</em></p>
<p>Un esempio di reputation capital è il <strong>&#8216;seller rating&#8217; di Ebay,</strong> una delle prime aziende ad aver diffuso il feedback su scala popolare ed averlo consacrato elemento fondamentale e decisivo per qualsiasi tipo di interazione. La sua importanza è stata misurata a tal punto che una percentuale di giudizi negativi pari all&#8217;1% può essere causa di una percentuale di calo forzato del prezzo di un prodotto pari al 4% (fonte Wikipedia).</p>
<h2>Evitate pressioni eccessive</h2>
<p>Ricondandosi l&#8217; importanza delle giuste tregue: <strong>no a strategie invasive, a newsletter giornaliere, ai sondaggi assillanti. </strong>La vostra reputazione si basa su questi piccoli dettagli che potranno sempre di più determinare il futuro della vostra azienda.</p>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/40159aec9c78e65c5812c364123c88c4?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/matteo/">4 Posts</a>)</span><p>"Ho sempre amato l'atto stesso della creazione. Non importa se si tratta di un logo, il mio piatto preferito, una campagna pubblicitaria o una semplice bozza. Il bello sta nel dopo, quando sento che ne è valsa la pena". <i>Laureato in Art Direction e comunicazione visiva, si occupa di progetti di comunicazione per start up e Pmi.</i>
<a href="http://www.linkedin.com/in/matteolomanto"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/40159aec9c78e65c5812c364123c88c4?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/matteo/">4 Posts</a>)</span><p>"Ho sempre amato l'atto stesso della creazione. Non importa se si tratta di un logo, il mio piatto preferito, una campagna pubblicitaria o una semplice bozza. Il bello sta nel dopo, quando sento che ne è valsa la pena". <i>Laureato in Art Direction e comunicazione visiva, si occupa di progetti di comunicazione per start up e Pmi.</i>
<a href="http://www.linkedin.com/in/matteolomanto"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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		<title>Il brainstorming è oramai superato. Quali sono le nuove strategie?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 12:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabian Niederkofler // Art Director @glueglue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[From the cloud]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo originale di Cliff Kuang, Co.Design Editor, February 2012 &#124; Traduzione di Bruno Corzino Studi recenti sostengono che il brainstorming non rende le persone più creative. Di fronte a questi risultati scientifici dobbiamo chiederci: come possiamo trasformare il brainstorming per farlo diventare propulsore di idee innovative? La pratica del brainstorming nella branca del business è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Tagcloud Brainstorming" src="http://www.glueglue.com/wp-content/immagini/2012/02/tagcloud.png" alt="Tagcloud Brainstorming" width="686" height="374" /><br />
<a href="http://www.fastcodesign.com/1668930/the-brainstorming-process-is-bs-but-can-we-rework-it" rel="nofollow"><br />
<h5>Articolo originale di Cliff Kuang, Co.Design Editor, February 2012</a> | Traduzione di Bruno Corzino</h5>
<p><strong>Studi recenti sostengono che il brainstorming non rende le persone più creative. Di fronte a questi risultati scientifici dobbiamo chiederci: come possiamo trasformare il brainstorming per farlo diventare propulsore di idee innovative?</strong></p>
<p>La pratica del brainstorming nella branca del business è talmente radicata che ci sembra oramai qualcosa dettato dal semplice buonsenso: se vuoi una valanga di nuove idee, metti un gruppo di persone in una stanza, spieghi la questione e ti assicuri che non sorga un’attitudine critica, dal momento che questo tipo di auto-censura distrugge di per certo il libero sorgere delle nuove idee.</p>
<p>Non è sempre stato così: l’intero processo è stato inventato da Alex Osborn, uno dei fondatori della BBDO (una delle agenzie più importanti al mondo N.d.T.), negli anni Quaranta.</p>
<p>Il punto di partenza era la sua teoria della creatività. Secondo lui la creatività è fragile e capricciosa: appena si trova a contatto con un’attitudine critica non riesce semplicemente ad esprimersi. Possiamo attingere alle nostre muse creatrici solo se la critica non ci taglia prima le gambe.</p>
<p>Osborn sosteneva che il successo della BBDO era dovuto proprio da questo processo da lui messo a punto e definito brainstoming, che garantiva all’azienda una creatività continuativa arrivando ad una media di 87 idee in 90 minuti, una vera e propria valanga. “Il brainstorming ha trasformato i suoi dipendenti in macchine immaginative” scrive Jonah Lehrer in un bell’articolo sul The New Yorker. Ma Lehrer sostiene che l’unico problema di tutta la questione è che il brainstorming è una cagata pazzesca.</p>
<h2>Sei più creativo se lavori da solo</h2>
<p>Per prima cosa Lehrer si inventa un esperimento devastante, condotto negli anni Cinquanta, dal quale si scopriva che quando i soggetti cercavano di risolvere un puzzle complesso, da soli tiravano fuori il doppio di idee rispetto a quando lavoravano in un gruppo.</p>
<p>Molti studi da allora hanno verificato questa scoperta: Riunire la gente in grandi gruppi non porta realmente ad un flusso maggiore di idee. Le dinamiche di gruppo stesse –invece che limitare la critica- finiscono per distruggere il potenziale dell’individuo singolo. Lehrer non ci spiega perché questo accade.</p>
<p>Ma per una divertente coincidenza, Susan Cain tratta proprio questo argomento nel suo ultimo libro Quiet: the power fon introverts in a world that can’t stop talking. Come spiega nel The New York Times, i gruppi non incoraggiano la creatività a causa della pressione sociale che si viene inevitabilmente a formare:  La gente in gruppo tende a spaparanzarsi e lasciare che gli altri facciano il loro lavoro; mimano istintivamente le opinioni degli altri e perdono le proprie e finiscono per lasciarsi schiacciare dalla pressione.</p>
<p>Il neurologo Gregory Berns ha scoperto che quando prendiamo una posizione diversa da quella del gruppo, attiviamo l’Amigdala, un piccolo organo nel cervello associato con la paura ed il rigetto. Berns definisce questo processo “il dolore dell’indipendenza”.</p>
<h2>La critica stimola il brainstorming</h2>
<p>Queste scoperte risultano probabilmente famigliari a chi ha preso parte ad una sessione di brainstorming e si è stupito di come Debbie del reparto contabilità di colpo si trasforma nel maggior esperto mondiale di design della auto. (Qui mi riferisco ad un’esperienza di vita reale che ho avuto durante una seduta di brainstorming per una grande compagnia).</p>
<p>Ma Lehrer non si ferma qui, andando a precisare come si sia scoperto che un’attitudine critica aumenta il gettito di nuove idee.</p>
<p>Un esperimento di comparazione tra due gruppi: il primo ha svolto brainstorming con la clausola di non criticare mai, e l’altro che poteva invece dibattere le idee. Il secondo gruppo ha avuto il 20 per cento di idee in più- e anche dopo che la sessione era finita, i partecipanti del secondo gruppo hanno avuto molte più idee rispetto al primo.</p>
<p>I gruppi non incoraggiano la creatività a causa della pressione sociale che si crea al loro interno. Perché accade questo?</p>
<p>Lehrer non lo spiega e nemmeno le fonti dalle quali attinge. Ma questa idea è senza dubbio vera.</p>
<p>Il problema del brainstorming tradizionale è l’assunzione che le buone idee possono venire alla superficie direttamente. Nella vita reale il processo è molto più interessante e complesso.</p>
<p>Di solito le invenzioni cominciano quando un inventore nota un problema. Le buone idee non vengono da sole, separate da tutto il resto.</p>
<p>Vengono come soluzioni di qualcosa. Per questo, rendendo possibile la critica in una stanza piena di gente che fa il brainstorming definiamo e raffiniamo il problema. Avere a che fare con problemi sempre più complessi non diminuisce la creatività, anzi offre alla mente più materiale sul quale lavorare, per trovare soluzioni sempre migliori.</p>
<h2>La creatività si basa sulla spontaneità</h2>
<p>Lehrer cerca modelli migliori per spiegare il processo creativo, e ne trova un paio.</p>
<p>Uno deriva da un professore che studiò come le relazioni all’interno di un gruppo influenzano la qualità del suo lavoro. Brian Uzzi, un sociologo, scoprì che le produzioni recitate peggio di Broadway erano il lavoro di due tipi di gruppi: quelli che avevano lavorato troppo insieme, e quelli che avevano lavorato troppo poco assieme.</p>
<p>Troppa familiarità creava un pensiero di gruppo omologato. Troppa poca familiarità portava a non avere il feeling necessario per collaborare. I gruppi più produttivi erano quelli che erano affiatati ma con abbastanza distanza da rendere le cose interessanti.</p>
<p>Ma nel processo è compresa una serendipità che non si può ricreare a tavolino: recenti studi hanno dimostrato che gli scienziati più di successo lavorano in stretta vicinanza fisica.</p>
<p>Quello che è parte vitale del processo è solo il fatto di essere vicino ad una persona creativa, dal momento che molte idee non sono altro che il risultato di un contatto di osmosi ed influenza reciproca. Un aneddoto spiega nel modo migliore la cosa: il Building 20, un edificio del MIT noto per essere una fornace di idee.</p>
<p>Funzionava perché la sua pianta era intricata e caotica. Non era altro che una scatola di rocce messe assieme, ma in quel labirinto di corridoi ed uffici scienziati di tutti i campi si ritrovavano gettati in conversazioni con gente che si occupava di cose completamente diverse.</p>
<p>E non è un caso che così tante scoperte sono venute alla luce in quell’edificio, inclusi il radar, le microonde, il primo videogioco e la linguistica chomskyana. Sempre più aziende come Vitra stanno progettando luoghi di lavoro disegnati in modo da rendere possibile sia la solitudine che una socialità rilassata ed informale.</p>
<h2>Cosa teniamo per buono del brainstorming?</h2>
<p>Tutti i dettagli che ho menzionato vengono dall’articolo di Lehrer. Li ho citati ad uno ad uno perché queste scoperte mostrano che la pratica del brainstorming non è poi così da buttar via.</p>
<p>Sappiamo che le grandi scoperte richiedono riflessione individuale intensa, in solitudine.</p>
<p>Sappiamo che l’attitudine critica sviluppa la creatività. Ed infine sappiamo che la creatività può essere incrementata da un certo tipo di spazio fisico.</p>
<p>Le soluzioni sorgono solo quando i problemi diventano abbastanza interessanti da richiedere nuove idee. Prendendo assieme tutte queste scoperte possiamo essere ottimisti. Da una parte il brainstorming lavora meglio se non è centrato sul trovare soluzioni, ma piuttosto nell’identificare problemi.</p>
<p>Cosa accadrebbe se alle persone durante un brainstorming fosse chiesto non solo di tirare fuori idee ma anche di identificare problemi? Di certo avrai ancora quella cosa fastidiosa del pensiero di gruppo. Ma si sa che la gente è più buona a trovare difetti che a dare risposte. Fatta nel modo giusto una seduta del genere potrebbe portare a risultati ottimi.</p>
<p>Mettiamo, ad esempio, che si sta cercando di inventare una nuova forma di interfaccia interattiva per un computer. È molto più produttivo trovare che tipo di drives usa la gente e le applicazioni che rendono possibile eseguire quello che vogliono fare, piuttosto che mettersi a scoprire punto per punto il tipo ideale di computer che vorrebbero nel loro mondo immaginario.</p>
<p>Risolvere un problema complesso come creare il design di un’interfaccia interattiva richiede un certo grado di finezza mentale e di profondità di pensiero. Ma le soluzioni cominciano a profilarsi solo quando il problema diventa abbastanza interessante da richiedere nuove idee.</p>
<p>Il punto centrale che voglio mettere in luce è che rivedendo le tecniche che utilizziamo, come il brainstorming, le possiamo rendere molto più utili e produttive.</p>
<h3>Nota dell’Editore</h3>
<p>Molti designers si stanno spremendo le memingi su come implementare la qualità del design degli uffici per incrementare la spontaneità e la collaborazione, inclusi quelli per la Vitra e la Allsteel. Infine, il fatto che il design degli uffici influisca in modo così pesante sul lavoro che si svolge al loro interno significa che i designers hanno un ruolo di punta nel contribuire alla missione di base dell’azienda.</p>
<p>I designers possono davvero rendere un’industria più intelligente e produttiva, se abbracciano la realtà caotica della creatività, piuttosto che cercare di creare spazi in cui ogni funzione precisa ha uno spazio preposto. In altre parole, possiamo parlare di un nuovo paradigma del design che abbraccia sia la limitazione che la flessibilità.</p>
<p>Si possono creare uffici dove si incoraggiano gli incontri casuali. E si possono creare uffici dove nulla è fissato una volta per tutte. L’ufficio più intelligente non è perfetto e non è fissato una volta per tutte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://1.gravatar.com/avatar/f9f2d9ab3843ed1cce982d907de1198e?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Fabian Niederkofler // Art Director @glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/fabian/">2 Posts</a>)</span><p>Product designer di formazione, appassionato di biciclette. nello studio glueglue™ dal 2005 si occupa di digital art direction e usability. <i>Originario dell'Alto Adige, vive a Pavia da dove affianca le aziende nell'ottimizzazione delle strategie di comunicazione.</i> <a href="http://twitter.com/studio_glueglue"> Seguilo su twitter </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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		<title>Identità ed Intelligenza</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 18:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonia Mealli // Project manager @ glueglue</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà che di intelligenza non ce n&#8217;è una sola&#8230;, sarà che il claim era ambizioso (troppo?)&#8230; ma dal mese di gennaio IL, il prezioso magazine de Il Sole 24Ore non è più lo stesso. Al punto tale che non lo avevo inizialmente riconosciuto [tra l'altro il numero di gennaio è fenomenale]. Ho pensato subito &#8220;Ehi! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="IL INTELLIGENCE IN LIFESTYLE" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Economia%20e%20Lavoro/2008/09/IL-240.jpg?uuid=18b91058-8499-11dd-a8ca-1db806f95cce" alt="IL INTELLIGENCE IN LIFESTYLE" width="240" height="154" />Sarà che di intelligenza non ce n&#8217;è una sola&#8230;, sarà che il claim era ambizioso (troppo?)&#8230; ma dal mese di gennaio IL, il prezioso magazine de Il Sole 24Ore non è più lo stesso. Al punto tale che non lo avevo inizialmente riconosciuto [tra l'altro il numero di gennaio è fenomenale]. <span id="more-915"></span><br />
Ho pensato subito &#8220;Ehi! una nuova rivista? ma&#8230; e non sanno che IL c&#8217;è già?&#8221;. Poi guardo dentro, sfoglio le prime pagine e mi  tranquillizzo: &#8220;E&#8217; lui, è lui. Meno male. Ma guarda un po&#8217; che bisogno c&#8217;era di cambiare la grafica, a me piaceva così tanto&#8230;&#8221;<br />
E&#8217; il claim che non c&#8217;è più, a cambiare tutto. A rivoluzionare il messaggio che avevo percepito finora.</p>
<p>Confesso INTELLIGENCE IN LIFESTYLE mi aveva sempre messo un po&#8217; a disagio. Del tipo: sarò all&#8217;altezza? Saprò entrare nella esclusiva cerchia di coloro che leggono la rivista? Banalmente, capirò quello che sto per leggere?<br />
Ma quello che mi si presenta davanti agli occhi ora è inconcepibile!<br />
In piccolo sotto il nuovo font del nome della rivista (prima a caratteri cubitale, ora graziato) è scritto&#8230; è proprio scritto questo! IL MASCHILE DEL SOLE 24ORE.</p>
<p>Mi sento strana. Banalmente e ingiustamente esclusa per una questione di attributi di genere diversi da quelli suggeriti. Non sono maschio, oddio! Quindi non posso leggerla? La mia identità è messa in discussione. O è invece l&#8217;identità visiva della rivista che è messa in crisi?</p>
<p>Scopro nello scrivere questa &#8216;considerazione inattuale&#8217; che è così da quando è stato presentato (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/09/IL-NUOVO-MASCHLE-SOLECON.shtml?uuid=6f50b006-8499-11dd-a8ca-1db806f95cce&amp;DocRulesView=Libero">il 17 settembre 2008</a>), ma prima questa dichiarazione non era pubblicata in copertina. Lì si dichiarava l&#8217;intelligenza, nelle pagine interne si rivelava il genere di intelligenza, una intelligenza maschile, contrapposta evidentemente ad una intelligenza femminile&#8230; o meglio a una mancata intelligenza femminile, quella che si merita le riviste &#8216;femminili&#8217;, appunto.</p>
<p>Insomma. Quel claim maschilista denudato di intelligenza ed esposto in testata mi mette a dura prova. Cercherò di girare la copertina in fretta!</p>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/ea685f35a615030c1566d1ad27593e9d?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Antonia Mealli // Project manager @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/antonia/">2 Posts</a>)</span><p>“Sono convinta che dare un senso alle cose che facciamo o che ci circondano richiede una sensibilità inquieta, un atteggiamento capace di mettersi in discussione senza tradire la propria personale visione”. <i>Laureata in Disegno Industriale e in Economia e Commercio, si occupa di ideazione e management di progetti di comunicazione.</i><a href="http://www.linkedin.com/in/antoniamealli"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/ea685f35a615030c1566d1ad27593e9d?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Antonia Mealli // Project manager @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/antonia/">2 Posts</a>)</span><p>“Sono convinta che dare un senso alle cose che facciamo o che ci circondano richiede una sensibilità inquieta, un atteggiamento capace di mettersi in discussione senza tradire la propria personale visione”. <i>Laureata in Disegno Industriale e in Economia e Commercio, si occupa di ideazione e management di progetti di comunicazione.</i><a href="http://www.linkedin.com/in/antoniamealli"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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		<title>Perchè &#8220;Content is King&#8221;? suggerimenti per la tua conquista del web</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 14:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabian Niederkofler // Art Director @glueglue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[bill gates]]></category>
		<category><![CDATA[cms]]></category>
		<category><![CDATA[content is king]]></category>
		<category><![CDATA[contenuto]]></category>
		<category><![CDATA[feedback]]></category>
		<category><![CDATA[OINK]]></category>
		<category><![CDATA[ranking]]></category>
		<category><![CDATA[Tripadvisor]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli strumenti tecnici per costruire una piattaforma di successo sono alla portata di tutti. Se vorrai promuoverti online ora avrai tutte possibilità di farlo. Ma non bastano CMS (content management systems) come wordpress o joomla e social network come twitter e facebook. Probabilmente il termine &#8220;Content is King&#8221; è stato usato per la prima volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli strumenti tecnici per costruire una piattaforma di successo sono alla portata di tutti. Se vorrai promuoverti online ora avrai tutte possibilità di farlo. Ma non bastano CMS (content management systems) come wordpress o joomla e social network come twitter e facebook.</p>
<div style="text-align: left; padding: 0.5em; font-size: smaller; text-indent: 0; float: left; width: 45%; margin-right: 20px; border: thin silver solid;">
<p><img src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2012/02/BillGatesJail_450x300.jpeg" alt="" width="345" height="243" /></p>
<p>Probabilmente il termine &#8220;Content is King&#8221; è stato usato per la prima volta da Bill Gates nel lontano 1996.</p>
</div>
<p>Quello che fa la differenza è qualcos&#8217;altro:</p>
<p><strong>Il contenuto.</strong><br />
Non è sempre stato così e infatti ancora oggi c&#8217;è chi vede il proprio sito soltanto come &#8220;vetrina&#8221; statica. È lì, sta lì e non serve a molto. La classica pagina creata fine anni 90, periodo in cui bastava avere un sito web per essere considerata un&#8217;azienda innovativa.</p>
<p>Ma la situazione è cambiata parecchio.</p>
<p>Oggi avere una presenza web può diventare un&#8217;opportunità di business: essere trovati nelle prime posizioni sui motori di ricerca in base al proprio ambito di attività può veramente fare la differenza in termini di fatturato. E per riuscire a fare questo serve soprattutto una cosa: il contenuto.</p>
<h2>Il solo re del web</h2>
<p>I motori di ricerca stanno raffinando le loro tecniche di &#8220;<strong>ranking</strong>&#8221; (classifica) di giorno in giorno. Il loro obiettivo è quello di offrire risultati sempre più attinenti alla ricerca effettuata. Per questo motivo le classiche tecniche di SEO (ottimizzazione dei contenuti in base ai motori di ricerca) non funzionano più. Saranno gli utenti a decidere se quello che trovano sul tuo sito sarà veramente rilevante.</p>
<p>Sistemi come &#8220;Tripadvisor&#8221; all&#8217;estero hanno letteralmente trasformato l&#8217;intero settore del turismo. E sta prendendo piede anche in Italia. Ma questo è soltanto l&#8217;inizio. Altre piattaforme come ad esempio &#8220;OINK&#8221; permetteranno a tutti di scoprire e valutare qualsiasi esperienza, condividerla con gli amici. Tutto dallo smartphone. Presto nasceranno sistemi per valutare qualsiasi servizio e prodotto.</p>
<p>Per differenziarsi rispetto alla massa sarà indispensabile creare del contenuto originale, autentico, coinvolgente ed interessante. Bisogna cercare di dare risposte utili che risolvano i veri problemi degli utenti, chiedere opinioni! Il nuovo web si basa sull&#8217;interazione tra gli utenti. Arriveranno magari anche delle critiche, ma i <strong>feedback</strong> serviranno per riuscire a migliorare la tua proposta! Cerca sempre l&#8217;interazione perché il web di domani si baserà su quello che gli altri diranno su di te. Questa non è una minaccia ma un incentivo per migliorare, anche per me!</p>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://1.gravatar.com/avatar/f9f2d9ab3843ed1cce982d907de1198e?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Fabian Niederkofler // Art Director @glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/fabian/">2 Posts</a>)</span><p>Product designer di formazione, appassionato di biciclette. nello studio glueglue™ dal 2005 si occupa di digital art direction e usability. <i>Originario dell'Alto Adige, vive a Pavia da dove affianca le aziende nell'ottimizzazione delle strategie di comunicazione.</i> <a href="http://twitter.com/studio_glueglue"> Seguilo su twitter </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://1.gravatar.com/avatar/f9f2d9ab3843ed1cce982d907de1198e?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Fabian Niederkofler // Art Director @glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/fabian/">2 Posts</a>)</span><p>Product designer di formazione, appassionato di biciclette. nello studio glueglue™ dal 2005 si occupa di digital art direction e usability. <i>Originario dell'Alto Adige, vive a Pavia da dove affianca le aziende nell'ottimizzazione delle strategie di comunicazione.</i> <a href="http://twitter.com/studio_glueglue"> Seguilo su twitter </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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		<title>Non nominare il tuo nome invano.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 20:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[I 10 comandamenti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[digital art direction]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Yvettesbridalformal.com da website&#8217;s from hell In un processo di comunicazione bidirezionale strillare il proprio nome con insistenza può davvero rivelarsi controproducente Tra le 5 predizioni ibm pubblicate ad inizio 2012 una proclama: &#8216; Junk mail will become priority mail&#8217;. In parole povere non scompariranno il digital marketing e lo spam, bensì la conoscenza dell&#8217;utente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2012/02/glueglue-10-comandamenti-digitali-mess.jpg" alt="" /><br />
<em><a rel="nofollow" href="http://yvettesbridalformal.com">Yvettesbridalformal.com</a> da website&#8217;s from hell</em></p>
<h2>In un processo di comunicazione bidirezionale strillare il proprio nome con insistenza può davvero rivelarsi controproducente</h2>
<hr />
<p>Tra le 5 predizioni ibm pubblicate ad inizio 2012 una proclama: <strong>&#8216; Junk mail will become priority mail&#8217;.</strong> In parole povere non scompariranno il digital marketing e lo spam, bensì la conoscenza dell&#8217;utente e dei suoi interessi arriveranno ad un livello talmente avanzato che esso non sarà più percepito come invasivo, anzi. Inquietante o illuminante, questa tendenza è più che palpabile.</p>
<p>Lo sviluppo del web fino ad un vero dialogo bidirezionale ha reso questo possibile, trasformando la strategia assilante tipica di un vecchio modo di fare marketing in qualcosa di davvero fuorimoda. Il focus si è spostato sempre di più sulle persone e sui loro pareri, in un&#8217;ottica &#8216;consumer centered&#8217;. <strong>Rating, feedback e commenti degli utenti</strong> in generale sono diventati la ragione di vita di molte aziende, causa del declino di molte altre.</p>
<blockquote><p>Come possiamo però pensare ad un dialogo <strong>virale non ossessivo?</strong><br />
Come si può <strong>emergere senza gridare?</strong></p></blockquote>
<p>In un mare di omologazione di prodotti e servizi una cosa può davvero fare la differenza: <strong>Il tono.</strong><br />
Quante possibilità ad esempio avrà di sopravvivere un <strong>messaggio A &#8216;gridato&#8217;</strong> contro un <strong>messaggio B &#8216;raccontato</strong> e argomentato? Poche, o ameno sul lungo periodo la percezione di un messaggio indesiderato da cestinare sarà prevalente, minimizzandone l&#8217;efficacia. È molto importante che esso <strong>non risulti forzato, dichiaratamente &#8216;pubblicitario&#8217;</strong> o esageratamente di parte.</p>
<h3>Siate rilevanti</h3>
<p>Essere sulla stessa lunghezza d&#8217;onda della vostra audience è fondamentale per mantenere la conversazione attiva. <strong>Fate capire a chi vi ascolta che sapete di cosa state parlando.</strong></p>
<h3>Siate trasparenti</h3>
<p><strong>Trattate solo argomenti certi</strong> e siate pronti ad ammettere i vostri errori. Solo così guadagnerete sul lungo periodo autorevolezza e credibilità.</p>
<h3>Siate divertenti</h3>
<p><strong>Comunicate voglia di fare</strong>intrattendendo e coinvolgendo le persone. Non tutte le comunicazioni devono necessariamente essere funzionali e compatibilmente con il tema trattato <strong>strappare un sorriso può valere più di mille parole.</strong></p>
<h3>Siate generosi</h3>
<p>Superate le aspettative offrendo &#8216;free content&#8217;, digitale o fisico che sia. L&#8217; &#8216;inaspettato&#8217; è un ottimo strumento di fidelizzazione.</p>
<p><strong>Informare al posto di promuovere,</strong> raccontare al posto di elencare e sussurare al posto di gridare sono gli atteggiamenti da privilegiare. La chiave sta nel coinvolgere disinvoltamente il pubblico interessato lasciando le porte spalancate, quelle di entrata come quelle di uscita.</p>
<hr />
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/40159aec9c78e65c5812c364123c88c4?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/matteo/">4 Posts</a>)</span><p>"Ho sempre amato l'atto stesso della creazione. Non importa se si tratta di un logo, il mio piatto preferito, una campagna pubblicitaria o una semplice bozza. Il bello sta nel dopo, quando sento che ne è valsa la pena". <i>Laureato in Art Direction e comunicazione visiva, si occupa di progetti di comunicazione per start up e Pmi.</i>
<a href="http://www.linkedin.com/in/matteolomanto"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/40159aec9c78e65c5812c364123c88c4?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/matteo/">4 Posts</a>)</span><p>"Ho sempre amato l'atto stesso della creazione. Non importa se si tratta di un logo, il mio piatto preferito, una campagna pubblicitaria o una semplice bozza. Il bello sta nel dopo, quando sento che ne è valsa la pena". <i>Laureato in Art Direction e comunicazione visiva, si occupa di progetti di comunicazione per start up e Pmi.</i>
<a href="http://www.linkedin.com/in/matteolomanto"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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		<title>Non avrai altro sito fuori di me</title>
		<link>http://www.glueglue.com/non-avrai-altro-sito-fuori-di-me/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[I 10 comandamenti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[digital art direction]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Fluidità e adattabilità dei nuovi siti web ai dispositivi mobili saranno importanti obiettivi per il 2012. La situazione odierna Il 2011 ha segnato per l&#8217;Italia un incremento del 16,3% di visualizzazioni di siti web tramite dispositivi mobili (fonte Agcom) e per il 2012 è previsto un ulteriore incremento, ciò significa che probabilmente molte persone hanno avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-764" title="glueglue-10-comandamenti digitali-1" src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2012/01/glueglue-10-comandamenti-digitali-1.png" alt="" width="620" height="394" /></p>
<h2>Fluidità e adattabilità dei nuovi siti web ai dispositivi mobili saranno importanti obiettivi per il 2012.</h2>
<hr />
<h2>La situazione odierna</h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-729" title="grafico" src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2012/01/grafico.png" alt="" width="259" height="197" /><br />
Il 2011 ha segnato per l&#8217;Italia un <strong>incremento del 16,3%</strong> di visualizzazioni di siti web tramite dispositivi mobili (fonte Agcom) e per il 2012 è previsto un ulteriore incremento, ciò significa che probabilmente molte persone hanno avuto difficoltà nell&#8217;interagire con siti spesso non progettati per questo tipo di utilizzo. Un sito intelligente e universalmente fruibile deve infatti tener conto dei limiti che i nuovi dispositivi impongono.</p>
<blockquote><p>In riferimento al mondo delle pmi italiane, scegliere di riprogettare il proprio sito e renderlo universalmente fruibile sarà una scelta &#8216;budget saving&#8217;, innovativa e lungimirante allo stesso tempo.</p></blockquote>
<h2>Lo spazio a disposizione</h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-732" title="monitor" src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2012/01/monitor.png" alt="" width="252" height="202" /><br />
Da un punto di vista progettuale, occorre <strong>sfruttare la verticalità</strong> dello strumento sito, tenendo presente che da una dimensione di 1000 pixels di larghezza dovrà adattarsi fino ad una dimensione di 320 pixels tipica di uno smartphone. L&#8217;ideale è pensare alle funzionalità base che dovrà mantenere in modo che siano chiare anche alla sua dimensione minima. Un interessante esempio è <a href="http://getskeleton.com/">Skeleton,</a> sviluppato da Dave Gamache, che illustra come l&#8217;adattamento di un sito può avvenire in maniera sorprendentemente naturale.</p>
<h2>Questioni di peso</h2>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-736" title="cloud" src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2012/01/cloud.png" alt="" width="277" height="195" /><br />
Da un punto di vista tecnico, <strong>dimenticatevi animazioni complesse</strong> (lo sviluppo di flash per mobile è stato interrotto) ed immagini eccessivamente pesanti. La rapidità di caricamento del vostro sito è di grande importanza per evitare il peggio. Secondo Google infatti, una crescita del tempo di caricamento del vostro sito ad esempio <strong>da 0.4 a 0.9 secondi</strong> riducono il traffico del 20%, a significare che probabilmente perderete una grossa fetta di utenti e potenziali clienti che se ne andranno senza fare troppi complimenti.</p>
<h2>Cosa privilegiare</h2>
<p>Come sempre, concentrarsi sul <strong>contenuto essenziale</strong> è la strategia migliore, tenendo conto la massima importanza di:</p>
<ul>
<li><strong>Leggibilità</strong> con scelta di font medio grandi che facilitino la lettura.</li>
<li><strong>Contrasti elevati,</strong> evitando scritte nere su fondo grigio</li>
<li><strong>Layout monocolonna</strong> che si adattano facilmente ai monitor più piccoli</li>
</ul>
<p>ed in generale<strong> un&#8217;accurata scelta del contenuto</strong> che vi porterà ad eliminare quello non prioritario, portandovi naturalmente a massimizzare l&#8217;usabilità del sito stesso.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Le tecnologie e i linguaggi di programmazione per il web si evolvono in maniera davvero rapida e fare la differenza è sempre più difficile. Per emergere occorre <strong>innovare anticipando i trend.</strong> Gli smartphone hanno riscosso un grandissimo successo fin da subito in Italia ed è per questo che progettare accuratamente la propria identità digitale pensando ad uno strumento versatile può davvero fare la differenza. In riferimento al mondo delle <strong>PMI italiane,</strong> partire da considerazioni di questo tipo e scegliere di riprogettare il proprio sito e renderlo universalmente fruibile sarà una scelta<strong> &#8216;budget saving&#8217;, innovativa e lungimirante</strong> allo stesso tempo.</p>
<hr />
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/40159aec9c78e65c5812c364123c88c4?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/matteo/">4 Posts</a>)</span><p>"Ho sempre amato l'atto stesso della creazione. Non importa se si tratta di un logo, il mio piatto preferito, una campagna pubblicitaria o una semplice bozza. Il bello sta nel dopo, quando sento che ne è valsa la pena". <i>Laureato in Art Direction e comunicazione visiva, si occupa di progetti di comunicazione per start up e Pmi.</i>
<a href="http://www.linkedin.com/in/matteolomanto"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/40159aec9c78e65c5812c364123c88c4?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/matteo/">4 Posts</a>)</span><p>"Ho sempre amato l'atto stesso della creazione. Non importa se si tratta di un logo, il mio piatto preferito, una campagna pubblicitaria o una semplice bozza. Il bello sta nel dopo, quando sento che ne è valsa la pena". <i>Laureato in Art Direction e comunicazione visiva, si occupa di progetti di comunicazione per start up e Pmi.</i>
<a href="http://www.linkedin.com/in/matteolomanto"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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		<title>Non commettere atti impuri</title>
		<link>http://www.glueglue.com/non-commettere-atti-impuri/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[I 10 comandamenti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[digital art direction]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Pulizia ed essenzialità sia nel layout che nei contenuti sono fondamentali per un sito utile e attrattivo, in grado di creare reali opportunità. Che linguaggio usare? Per comunicare bene, è molto importante essere diretti e sintetici. Cominciare il discorso con la storia della vostra vita è un approccio destinato a fallire, così come pagine fitte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-642" title="venere_milo" src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2011/12/venere_milo.jpg" alt="" width="165" height="252" /></p>
<h2>Pulizia ed essenzialità sia nel layout che nei contenuti<br />
sono fondamentali per un sito utile e attrattivo,<br />
in grado di creare reali opportunità.</h2>
<hr />
<h3>Che linguaggio usare?</h3>
<p>Per comunicare bene, è molto importante essere diretti e sintetici.<br />
Cominciare il discorso con la storia della vostra vita è un approccio destinato a fallire,<br />
così come pagine fitte di testi e nuvole di pulsanti sono inviti alla fuga per l&#8217;utente.</p>
<p>Per fare ciò occorre concentrarsi su <strong>cosa volete davvero fare con il vostro sito,</strong> elimando l&#8217;eliminabile.<br />
Più sarete concisi, più facile sarà far concentrare l&#8217;utente su di un percorso specifico.</p>
<h3>Quale strategia?</h3>
<p>L&#8217;obiettivo è <strong>semplificare la vita dell&#8217;utente,</strong> invitando ad azioni semplici,<br />
come spostarsi da un punto A ad un punto B nella maniera più naturale possibile.<br />
Pensate alle azioni che volete far compiere su una pagina del vostro sito,<br />
se sono più di una, un&#8217;alta percentuale di utenti se ne andrà senza pensarci due volte:<br />
la logica del &#8216;don&#8217;t let me think&#8217; è oggi più che mai valida,<br />
soprattutto tenendo conto della esponenziale crescita di consultazione<br />
di pagine web tramite dispositivi mobili:<br />
schermi piccoli costringono ad una<strong> informazione chiara e concisa.</strong></p>
<h3>Quali sono i ritorni sull&#8217;investimento?</h3>
<p><strong>83%</strong>è la percentuale media di incremento (fonte Nielsen, KPI)<br />
che documenta il ritorno sull&#8217;investimento di un redesign di un sito<br />
atto a migliorarne la sua usabilità.</p>
<p>Ciò significa che queste scelte sono di massima importanza<br />
non solo sul versante estetico, ma anche e soprattutto su quello funzionale.</p>
<hr />
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/40159aec9c78e65c5812c364123c88c4?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/matteo/">4 Posts</a>)</span><p>"Ho sempre amato l'atto stesso della creazione. Non importa se si tratta di un logo, il mio piatto preferito, una campagna pubblicitaria o una semplice bozza. Il bello sta nel dopo, quando sento che ne è valsa la pena". <i>Laureato in Art Direction e comunicazione visiva, si occupa di progetti di comunicazione per start up e Pmi.</i>
<a href="http://www.linkedin.com/in/matteolomanto"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/></p>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/40159aec9c78e65c5812c364123c88c4?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> Matteo Lo Manto // Art director @ glueglue &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/matteo/">4 Posts</a>)</span><p>"Ho sempre amato l'atto stesso della creazione. Non importa se si tratta di un logo, il mio piatto preferito, una campagna pubblicitaria o una semplice bozza. Il bello sta nel dopo, quando sento che ne è valsa la pena". <i>Laureato in Art Direction e comunicazione visiva, si occupa di progetti di comunicazione per start up e Pmi.</i>
<a href="http://www.linkedin.com/in/matteolomanto"> Profilo Linkedin </a></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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		<title>Digital Art Direction per Florapisa</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 14:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[siti internet]]></category>
		<category><![CDATA[digital art direction]]></category>
		<category><![CDATA[florapisa]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo orgogliosi di aver dato il nostro contributo alla creazione del nuovo sito di Florapisa®, un&#8217;azienda tutta italiana che da oltre vent&#8217;anni si occupa di prodotti naturali per il benessere delle persone. In bocca al lupo per una crescita costante! Sito admin &#160;(4 Posts)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.florapisa.it"><img src="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2011/11/florapisa-300x200.jpg" alt="" title="florapisa" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-531" /></a><br />
Siamo orgogliosi di aver dato il nostro contributo alla creazione del nuovo sito di Florapisa®, un&#8217;azienda tutta italiana che da oltre vent&#8217;anni si occupa di prodotti naturali per il benessere delle persone.<br />
In bocca al lupo per una crescita costante!<span id="more-517"></span><br />
<a href="http://www.florapisa.it">Sito</a> </p>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://1.gravatar.com/avatar/996f505dc92abe121ba1c6713e643a69?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> admin &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/admin/">4 Posts</a>)</span><p></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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		<title>Immagine coordinata, a cosa serve?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 17:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa c'è di nuovo oggi?]]></category>
		<category><![CDATA[immagine coordinata]]></category>
		<category><![CDATA[carta intestata]]></category>
		<category><![CDATA[logo]]></category>

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		<description><![CDATA[Se c’è non te ne accorgi, sembra così naturale.. Ma cosa si intende davvero con &#8216;immagine coordinata&#8217;? Questo il tema trattato dal nostro studio durante la serata &#8216;Osteria 2.0&#8242;, che si è tenuta al ristorante Erbaluce di Pavia il 24/10/11. Scarica la presentazione admin &#160;(4 Posts)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="width:510px" id="__ss_10011559"><div class="videoContainer"><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/10011559" width="510" height="426" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></div></div>
<p><br/><br />
Se c’è non te ne accorgi, sembra così naturale..<br />
Ma cosa si intende davvero con &#8216;immagine coordinata&#8217;?<br />
Questo il tema trattato dal nostro studio durante la serata &#8216;Osteria 2.0&#8242;,<br />
che si è tenuta al ristorante Erbaluce di Pavia il 24/10/11.<br/><span id="more-488"></span><br />
<a href="http://www.glueglue.com/wp-content/uploads/2011/11/glueglue-immagine-coordinata.pdf">Scarica la presentazione</a></p>
<div id="author-bio-box"><img alt='' src='http://1.gravatar.com/avatar/996f505dc92abe121ba1c6713e643a69?s=80&amp;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D80&amp;r=G' class='avatar avatar-80 photo' height='80' width='80' /><span class="author-name"> admin &nbsp;(<a href="http://www.glueglue.com/author/admin/">4 Posts</a>)</span><p></p><div class="bio-socials"></div></div><br/>]]></content:encoded>
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